14/04/2018 - 13° Torneo Internazionale “Des Broqu’-Antiques” PDF Print E-mail
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Monday, 16 April 2018 00:00

 

 

 

Sabato 14 aprile

 

13° Torneo Internazionale “Des Broqu’-Antiques”

 

 

 

L’Isle sur la Sorgue

 

 

 

Stade des Nevons

 

 

 

 

Cavalieri scesi in campo agli ordini del capitano Massimo Zucchi:

Arnulfo II, Bagnara, Barbagelata, Bus, Calandri, Corinni, Galiberti I, Gropplero II, Lercari, Mantovani, Martino, Micco, Mignone, Oliveri, Paton (SCO), Repetto, Rocca, Torre, Zucchi

 

Risultati:

Les Farios-Cavalieri di San Giorgio 6-1 (Arnulfo II)

Cavalieri di San Giorgio-Quinquas Lyon 4-0 (Gropplero II, Bagnara, Rocca, Martino)

 

 

Quante volte abbiamo ascoltato il nostro inno o un qualsiasi altro inno nazionale, invidiando quegli atleti che lo cantavano con la mano sul cuore, pronti a dare tutto per la loro Patria?

Beh, Cavalieri, all’alba, ma per alcuni anche al tramonto, dei nostri cinquant’anni, finalmente è capitato anche a noi. 

 

Benvenuti a L’Isle sur la Sorgue, paesino provenzale che sembra uscito da un film di Jacques Tati, che ogni anno organizza questo bellissimo torneo coinvolgendo la loro equipe, Les Farios, i cittadini, le attività commerciali sponsor, insomma, una meraviglia. 

 

Una due giorni iniziata con una grigliata in Club House, a base di salsicce, vitello e manzo con peperoni, alette di pollo che si scioglievano come burro, patatine come se piovesse e birra a fiumi, come direbbero personaggi bonelliani di cui curo culto e memoria. 

Siccome, però, ogni scarrafone è bello a mamma sua, potevano mancare gli italiani che si portano il cibo da casa?

Certo che no, nella forma di una porchetta di Ariccia offerta da uno sparuto gruppo di Old di Colleferro con un cuore, una generosità e una voglia di far festa inversamente proporzionali al loro numero. 

 

Tanto per marcare il territorio, in questo primo round abbiamo schierato il nostro pluricampione mondiale di All You Can Eat, imbattuto dai tempi delle piaghe d’Egitto, Corinni detto Conan il Biodigestore, che ha vinto a mani basse. 

 

Il torneo si è svolto sui campi del club locale, raggiungibile a piedi praticamente da tutti i partecipanti tranne proprio il Biodigestore, che per tradizione, come tutte le star, alloggia fuori dal villaggio olimpico, per non essere molestato dai fan ma, soprattutto, perché in Francia le regole della raccolta differenziata sono ferree, come quelle delle emissioni moleste. 

 

Un po’ di squadre over 35, un po’ over 50, inno nazionale e via, si parte. 

 

Con Les Farios capiamo subito che in Francia già dalla scuola dell’obbligo probabilmente si gioca poco a pallavolo e a pallamano, che non perdono tempo a litigare e a provare a rovinare tutto con una figuraccia epica come certi italiani di nostra conoscenza che anche in questa occasione non si sono fatti mancare niente, il pallone ce lo nascondono con gestualità e manualità talmente naturali da fare impressione, e, nonostante la nostra buona volontà, finisce 6-1 con meta di Lucio dopo due tempi giocati non consecutivamente ma intensissimi. 

 

Chiusa quindi la striscia di 28 partite senza sconfitte, cerchiamo di riordinare le idee e col Lione, squadra con un’età media sicuramente più vicina alla nostra, facciamo vedere che non siamo venuti solo per mercatini o grigliate e gli piantiamo quattro pappine in meta con Felice, Nanni, L’UMILE ROCCA e Martino. 

 

Pomeriggio diviso tra bagordi locali e operation rescue di mogli transfughe ad Avignone e poi la festa. 

 

Festa alla quale non partecipa Calandri, caduto sul campo per una brutta sciatalgia, ma sostituito sul terreno di gioco dal mediano locale in maniera tale da far pensare a qualcuno di regolare le prossime attività dei Cavalieri secondo il calendario della MotoGP, nel senso di giocare solo quando nel fine settimana si scatenano Valentino & Co., stante la disponibilità a trasferirsi dalle nostre parti del suddetto.

 

Dicevamo la festa.

 

Alle 18.30 parte dallo stadio il corteo delle squadre, con famiglie e stereo a palla al seguito. 

Ogni strada, ogni piazza, ogni vicolo è occasione per fare baldoria, giocare, cantare, e chi più ne ha più ne metta. 

 

Anche qui schieriamo due punte di diamante:

Lercari detto “Necchi il secco”, che si è tuffato a peso morto sopra dei poveri malcapitati che dovevano farselo passare sopra la testa. 

Mantovani detto “l’Iguana” che, accortosi che un lionese voleva prendere la scena buttandosi nel fiume, non ci pensa un attimo, si libera delle vesti, tutte le vesti, e lo anticipa come solo Pietro lo Zar sapeva fare, umiliandolo al punto tale che il poverino tenta il suicidio ferendosi il piede con un non meglio precisato oggetto tagliente nascosto nel letto del fiume. 

 

La festa finisce poi al Salon des Fêtes, dove riceviamo il trofeo che ci obbligherà molto volentieri a tornare l’anno prossimo e dove consumiamo la cena a base di specialità locali. 

 

Come sempre gli assenti hanno avuto torto e una volta di più è stata l’occasione per dimostrare che i rugbisti sono diversi da qualsiasi altro genere umano. 

 

A bientôt

 


P.s nel pomeriggio, in paese, alcuni di noi, spinti dai lionesi, hanno cantato un altro inno. 

Ma questa è un’altra storia...

 

 

 

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Monday, 27 November 2017 00:00

 

ROMA, CAMPO FLAMINIO REAL in VIALE TOR di QUINTO

 

sabato 17 marzo 2018 alle ore 17.00, 14°, pallido sole

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A GENOVA, CAMPO SPORTIVO GIACOMO CARLINI

sabato 17 febbraio 2018 alle ore 12.30 – 6° C - pioggia

 

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