02/08/09 - Morgex - Valle d'Aosta - 1° Touch Rugby con la Nazionale Italiana PDF Print E-mail

MORGEX (Aosta) - 02 agosto 2009

L’Italia di Enzo Bearzot chiuse con tre pareggi consecutivi – i primi due per 0-0, il terzo finì 1-1 – la fase eliminatoria dei Mondiali di calcio disputati in Spagna e chiusi un mese più tardi con il trionfo del Santiago Bernabeu. In uno dei tre incontri, quello con il Perù

di Cubillas, Bruno Conti fallì clamorosamente un gol a porta vuota.

Ventisette anni più tardi, i Cavalieri di San Giorgio fanno lo stesso. E nel torneo di rugby touch di Morgex chiudono il match di apertura con il Lumezzane sullo zero a zero, replicano con lo stesso punteggio affrontando la squadra ad inviti delle Pazze Mucche ed impattano – uno ad uno, naturalmente – con lo Staff della Nazionale di pallaovale. Bruno Conti lo fa il Narvalo, nel senso che entra solitario in area di mèta ma confonde le linee e schiaccia il pallone fuori dal campo. L’arbitro giustamente annulla. La differenza è che la belinata del Narvalo costa ai Cavalieri di San Giorgio il passaggio del turno ed una probabile, clamorosa vittoria finale.

Ci sono buone ragioni per credere che la trasferta aostana resterà comunque nella storia dei Cavalieri. Intanto, perché alla già ampia rosa si sono aggiunti un giocatore effettivo, Stefano Rocca, e otto fuori quota: Valeria Pesenti e Valentina Cavina, gli Under 18 Giacomo Bertirotti e Stefano Zaami, i nazionali Gonzalo Garcia e Giulio Rubini, i fratelli Andrea e Marco D’Agostini. Diretti da un sensibilissimo Piero Zaami, incoraggiati da un gruppo dirigenziale coi controfiocchi – Stefano Cavina e Paolo D’Agostini, mentre Paolo Ricchebono ha fatto purtroppo capolino solo a torneo finito -, accompagnati dal team manager Raffaele Riverso e con al seguito un cospicuo numero di sostenitori, i Cavalieri hanno ricordato all’Italia ovale che tecnicamente anche il Galles ci fa una pippa. Quello che ci manca – ma ancora per poco! – è la condizione fisica e un pizzico di lucidità in più (pazienza per il Narvalo che è vecchio, ma Stefano Zaami ha fatto lo stesso con trent’anni di meno).

Per i precisini, riassumiamo le regole di questo touch organizzato dalla Nazionale italiana. Si giocava in sette contro sette, con la presenza contemporanea e obbligatoria – ma pochi hanno seguito il nostro esempio – di un ragazza, un Under 18 e un solo azzurro. Sei tocchi consecutivi massimi e dopo cambio palla, ma per fermare l’avversario bastava anche una mano. Una volta fermato, il portatore di palla doveva impostare la ruck, chi raccoglieva l’ovale poteva partire ma doveva passare prima di essere toccato, pena il cambio palla. Compreso? I Cavalieri di San Giorgio sono scesi in campo con: Giacomo Bertirotti, Calandri, Valentina Cavina, Cirilli, Cavallo, Andrea e Marco D’Agostini, Garcia, Gropplero, Pesenti, Rocca, Rubini, Zaami Stefano.

Cosa resta nel cuore e negli occhi? Il temporale che ci ha accolto poco prima dell’arrivo a Morgex. Le scoreggine di Ciro prima della gara. Un incrocio Narvalo-Gropplero che neanche ad Auckland. La pazienza di Pierino Zaami. La maglia della salute di Mike Cheval. Le braghette indossate da Marco D’Agostini. La spettacolare mèta del fratello Andrea, con Checchinato e Orlandi messi con culo per terra da uno straordinario, applauditissimo scarto laterale. L’irritazione di Mallet, che con la sua squadra non ci ha capito più nulla e ha cominciato ad arbitrarsi la partita per venirme a capo. La simpatia di tutti gli azzurri, in testa Troncon e Robertson. Le scoreggine di Ciro dopo la gara. Vale la pena di raccontare il terzo tempo, in uno chalet gestito da un calabrese Doc e scovato dall’impeccabile Stefano Rocca, Gran Maestro di una domenica perfetta. Lardo, salamini, porcini, coppa, funghi fritti, birra e porcate varie. Rutto libero e scoreggine di Ciro. E poi, una partita di calcio d’altri tempi nel bosco: maturi contro adolescenti, arbitro Cavallo. Inutile dire che i più vecchi hanno lasciato vincere i giovanissimi, guidati dal fantasista Federico (Cirilli) e dal bomber Amerigo (Calandri). Il match si è chiuso con la tradizionale, triplice scoreggina finale di Ciro.

Dal vostro inviato Narvalo

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