23/01/10 - Cavalieri vs Marì Garsoun PDF Print E-mail

Cavalieri e Marì Garsoun. Leggendo a pagina 139 di “Rugby 2010”, l’annuario della pallaovale italiana, scoprirete che Paolo Ricchebono è stato uno dei giocatori più prolifici della Serie A. Diciassettesimo nella classifica di tutti i tempi, dietro a due soli rugbisti ancora in attività – Massimiliano Perziano, Brendan Williams – ma davanti a colleghi come David Campese, Marco Bollesan, Diego Dominguez, Elio D’Anna, Kaine Robertson.

Novantasette marcature. Ma le mète più importanti della sua carriera sono senza ombra di dubbio le due segnate sabato scorso al Carlini con la maglia dei Cavalieri di San Giorgio. E tuttavia, non sono quelle che hanno segnato il match con i Marì Garsoun. No. Non le marcature di Ricchebono, e neppure quella di Carlo Galiberti – probabilmente l’unica della sua carriera, ma in questo l’annuario non ci aiuta -, tantomeno la mèta di potenza di Andrea Donati e quella di rapina del Narvalo. No.

Il Jonah Lomu di Villa Scassi. Del primo incontro del 2010 dei Cavalieri resterà invece indelebile il ricordo di un’azione nella metà del secondo tempo. Un pallone aperto al largo dalla solida mediana (Patrone, ancora Ricchebono) e giunto sino in fondo tra gli artigli del David Niven di Sampierdarena, il Dottor Morte, il Numegho Undici, il Jonah Lomu di Villa Scassi: Maugho Baghelli, insomma, o come diavolo lo chiamate. Uno scarto a rientrare, due passi di danza e poi la ruck: tre avversari impegnati, l’ovale subito a disposizione. Si è rialzato, indifferente a quel rumore di vasellame in frantumi prodotto dal suo timido corpo. E con un incomprensibile ringhio, masticato a metà col paradenti, si è polverosamente rischierato. «Mi fermo per un po’», diceva solo qualche mese fa. Ma è già tornato, più forte di prima.

Il trillo di Ken. Una sceneggiatura che Ken Loach non avrebbe potuto fare di meglio. Calcio d’inizio, l’arbitro – il signor Mauro Pizzagalli da Genova – che ordina un minuto di silenzio in ricordo di papà Galiberti. E all’improvviso, il surreale trillo di un telefono cellulare. «Caz..», dice il Narvalo infilandosi una mano nella tasca dei pantaloncini da gioco. «Scusate». Poi attraversa il campo e consegna il telefonino all’allenatore, il signor Piero Zaami.

Elton & George. E’ finita 5 a 1 per i Cavalieri, che in tre tempi da venti e passa minuti ciascuno hanno alternato esattamente trenta giocatori. Giornata di sole, freddo. Presenti in tribuna quasi tutti gli assenti giustificati. Mancavano, tra gli altri: Francesco Gropplero (stiramento coscia), Lucio Arnulfo («Avevo freddo»), Lele Remaggi («Avevo caldo»), Antonio Elies («Avevo tiepido»), Marco Marubbi («Non è suonata la sveglia»), Stefano Bertirotti («Avevo capito che si giocava a Cuneo»), Christian Morasso giunto in leggero ritardo da Bucarest («Ho trovato traffico»), Ciro e le sue scorreggine. Erano presenti, tra gli altri: il vecchio Fabio Nardi – detto l’Elton John del Tigullio per via dell’abbigliamento provocatorio – e Mario Fusco, che per le dolci rotondità è meglio noto come il Boy George di corso Italia. Ma soprattutto tante sorprese e recenti conferme: Bianchi, Oliva, Rettagliata (che si è infortunato prima ancora di scaldarsi), Donati, Felice Gropplero, Stefano Rocca.

Pierino e il Lupo. La cronaca: partenza a singhiozzo per le incertezze iniziali della coppia mediana (Narvalo-Schicco) e poca voglia di fare pulizia nei raggruppamenti. Quando la palla ha cominciato a viaggiare, bella mèta di Carletto. Secondo tempo caratterizzato dai cambi e un gioco più brillante, tre segnature per gli ‘arlecchini’ (Ricchebono 2, Donati) e una per i nostri ospiti. Terzo tempo di nuovo tosto, con i Cavalieri stabilmente nei 22 avversari e Narvalo in mèta. Complessivamente buona difesa e tenuta atletica, la linea dei tre-quarti ha fatto vedere grandi potenzialità, qualche limite in fase di organizzazione del gioco di mischia, miglioramenti nelle rimesse laterali grazie anche a Felice Gropplero e al ‘Lupo’ Nardi. Pierino Zaami contento a metà. Ma la sua mano si vede, il gioco comincia a delinearsi.

Oi Marì. Gli avversari: Marì Garsoun, nome occitano per una bella squadra che gravita soprattutto nella Provincia Granda. Corretti, leali e simpatici. Solidi in mischia. Gradevole terzo tempo da Vito, che ha provato a spacciare dei fusilli all’arrabbiata come trenette al pesto. Renderemo loro visita in aprile e giurano che gastronomicamente sarà un appuntamento memorabile.

Post scriptum. Vale la pena di citare alcuni episodi: una presa al volo su calcio d’inizio di Nando Saturnino che O’Connell gli fa una pippa. Una pallonata di Fabrizio Corinni a Pizzagalli che Cassano gli fa una pippa. E comunque una segnalazione finale per quei vanitosi di Michele Cavallo e Paolo Torre, che altrimenti mi fanno una pippa.

Dal nostro inviato NARVALO.

 

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