11/06/10 - Galles - Caernarfon - European Golden Oldies PDF Print E-mail

Appuntamento mercoledì 9 giugno alle ore 5,45 in Piazza della Vittoria.  A dir la verità i giorni precedenti messaggi convulsi avevano attraversato l’etere: appuntamento 6,30, no forse è meglio alle 6,00, anzi meglio le 5,30 considerata la nota puntualità dei Cavalieri. Ma anche  altri messaggi avevano solcato l’etere inerenti il numero dei partecipanti,

le liste si allungavano e si accorciavano degni del miglior Tiramolla ed alla fine ci siamo ritrovati lì in una tiepida mattina a guardarci ed a contarci. Ecco Pizzagalli e signora, arriva Claudio Conti con Sabrina, poi Claudio Micco con giornale, Giorgello, Alberto Wizard,  Olly Olivieri, Giovanni Mangiapannello, Ale Ugolini, Selva, Michele Cheval, Maugo Barelli, Alberto Crotti e Christian. E quelli chi sono? Stanno aspettando un altro pullman? Ma no sono gli argentini Claudio ed il fratello Fabiano, un ex Pumito avendo militato nelle giovanili dell’Argentina! Ah! Meno male, ma siamo davvero pochi, arriva Carletto con la notizia delle defezioni dell’ultima ora: Narvalo e Topo Tower alias Dolce e Gabbana.


Arriva il pullman e poco dopo in moto gli ultimi: Fulvio e Francesca; saliamo e ci sistemiamo ma è il pullman troppo grande o siamo noi che siamo troppo pochi? Ci contiamo al classico “ci siamo tutti?” al quale nessuno sa rispondere, ma la conta è impietosa: 19 comprese donne e bambini !
Ma no tranquilli ad Arenano prendiamo gli altri! Gli altri? Ma sono due: il Capitano e Dante Municchi. Siamo sempre pochi!!!! Tranquilli a Liverpool arriva Giannetto, il fratello di Carletto e poi con un auto a nolo ci raggiungerà a Caernarfon la “Banda di Cogoleto” dopo aver razziato la tranquilla cittadina di Rugby.  Va bè andiamo, Nizza ci aspetta.
Viaggio, volo, tutto funziona: ma allora Carletto on è un bluff, ha fatto davvero le cose per bene!
Ad attenderci all’aereoporto di Liverpool c’è Sally addobbato che sembra uscito da una foto: maglia dei Gog’s, sandali e paglietta. Attendiamo Galimberti 2 da Milano e poi via versa Llamberis dove c’è davvero un albergo che corrisponde al nome indicato dal Galimberti con delle camere vere con letti veri: pazzesco.
Il resto della giornata trascorre tranquillamente nella cittadina che, grossa come la periferia di Pentema, è un centro turistico dal quale partono due treni a vapore per il giro della zona, Caernarfon distante dieci miglia si raggiunge con l’autobus o i taxi convenzionati: uno squillo e dopo dieci minuti arriva l’auto che per dieci pound ti porta in paese.

Scopriamo che tutto il circondario si è mobilitato per l’avvenimento mettendo a disposizione auto e autobus per movimentare i circa mille ospiti che vengono prelevati dagli aeroporti di Liverpool, Manchester e Londra, accompagnati dagli alberghi ai campi e viceversa.
Sally ci dice che la loro organizzazione ha lavorato per due anni, hanno investito 350.000 sterline e contano in una ricaduta economica per la zona di mezzo milione!!!
Il giorno dopo è quello dell’inaugurazione, la mattina facciamo una seduta di allenamento, arriva la “Banda di Cogoleto”: Kruko, Tony e Ieraldo, adesso ci siamo tutti : 24! Considerato che giocheremo quattro partite da due tempi da venti minuti ciascuna non è certo molto!!
Ma il destino ci è avverso, Fulvio Sposaro si sveglia con un terribile mal di schiena e così senza neanche iniziare scendiamo a 23 effettivi.

Nel pomeriggio raggiungiamo Caernarfon ( pronuncia ‘Knarvon )dove incrociamo le prime squadre, a proposito in albergo con noi ci sono “i quattro gatti” di Vicenza ed i portoghesi che ritroveremo sul campo, oltre ad un nutrito stuolo di vecchie babbione che si sollazzano alla vista di uno smagliante Carletto che non si sottrae certo alle loro avances.

Il paesino è grazioso con il suo castello ed il piccolo borgo chiuso nelle mura lambite dalle acque della baia che la bassa marea lascia spesso scoperta.  Verso il tramonto ci avviamo al castello, ecco i galiziani con kilt e cornamuse, gli svizzeri con casacca e cappello da pittori, le tute azzurre con l’aquila ricamata del St. Pietroburgo, i francesi del bisonquinze con la paglietta, gli argentini dell’Olimpia e via via gli altri per un totale di circa trenta squadre.
Gli altri italiani oltre Genova e Vicenza sono Civitavecchia e Verona, poiché siamo sorteggiati contro di loro chiediamo di incontrare squadre straniere e veniamo accontenti: incontreremo nell’ordine spagnoli e portoghesi il primo giorno e poi i padroni di casa gallesi per concludere contro gli israeliani.

La cerimonia di apertura si svolge all’interno del castello dove un verde prato accoglie gli atleti, la classica banda cittadina con coro che chiude con un toccante “Land of my father” ed il comitato organizzatore nel quale spicca lo splendido Garin Jenkins che pare militerà nella squadra dei Gog’s: chi lo affronterà di noi??
Dall’altro lato della spianata quattro enormi arrosti allo spiedo vengono totalmente divorati da un esercito di cavallette multicolori con l’ausilio di fiumi di birra: i ”tokens” distribuiti gratuitamente per il ritiro della stessa vengono presto dissipati.
La serata viene allietata da uno spassoso dialogo, in perfetto anglo-cogoletese, tra Dante Municchi e Garin Jankins nel quale il primo, dopo richieste circa i posti dopo si consuma turismo sessuale, conclude un farneticante discorso affermando in maniera categorica che: “the ass is future of the pussy” concetto che viene altrettanto categoricamente respinto con sdegno dal secondo.  In quel momento ci auguriamo di non trovarcelo contro.

Il giorno dopo un pulman ci trasferisce al complesso sportivo secondario che ospiterà le prime due nostre gare. Dobbiamo giocare con un braccialetto verde rosso a seconda della giornata che aiuterà una dottoressa dell’università di Edimburgo in una ricerca per il suo dottorato.

Esordiamo con gli spagnoli del Portogeusa una bella squadra mediamente giovane, molto organizzata e numericamente adeguata. Ne nasce una bellissima partita nella quale ciascuna squadra ha le sue occasioni ma le difese hanno il sopravvento, l’argentino il “pumito” Fabiano e suo fratello si distinguono, ma gli altri non sono da meno. Micco è una splendida apertura, Cruko e Wizard classe ’51 come mediani di mischia sostituiscono egregiamente il Narvalo e l’inossidabile Pizza distribuisce palloni puliti. Tutti placcano tutto, Alberto e Cheval sono ovunque e la partita finisce in un giusto pareggio senza mete. Un bell’esordio quindi dove è impossibile trovare il migliore; la grinta infusa dal Capitano, lo stimolo di un parterre internazionale e l’orgoglio di essere Cavalieri ha funzionato da stimolo per la squadra.


All’esterno del rettangolo di gioco al tifo organizzato delle supporters spagnole tutte rigorosamente in k-way fucsia opponiamo un Municchi, ancora lui, che esibisce un t-shirt con stampato sul retro un suo amico con il pisello all’aria. Niente di particolare su il caso non avesse voluto che il campo confinasse con una scuola media e che l’orario della partita coincidesse con l’intervallo! In pochi minuti mezza scuola si riversa sul campo, decine di scolari e scolare, guardano, indicano, ammiccano e sghignazzano. Devono intervenire le maestre per trascinare dentro le alunne molto interessate all’articolo.

Sul fronte dei numeri registriamo dopo un minuto di gioco l’auto-infortunio di “Maugo” ed il numero dei giocatori validi (sic! ) scende a  22.

La seconda partita  dopo un ora di sosta ci oppone ai portoghesi nostri vicini di albergo che essendo solo in undici hanno bisogno di quattro di noi. E’ una partita senza storia che vinciamo facilmente, brillano ancora gli argentini uno splendido acquisto, molto bravo Giannetto fermo da tempo, ma anche gli allenatori dell’Amatori Giovanni, Alessandro ed Olly si fanno notare soprattutto il primo per una meta mancata per aver schiacciato una riga prima!  Il campo è nettamente inclinato ed uno dei due tempi fa soffrire chi deve affrontare la pendenza. La nota più positiva è l’arbitro un personaggio esilarante che sdrammatizza ogni episodio, se ce ne fosse stato bisogno, ma soprattutto si diverte e fa divertire.

L’impegno di tutte le squadre nel torneo è indubbio e girando si vedono un paio di braccia rotte, si racconta anche di un ricovero in ospedale a mezzo elicottero. In particolare lo scontro russi contro rumeni, la stazza degli atleti delle due squadre è impressionante, lascia una scia di infortunati.

Anche noi siamo malconci ed alla fine della giornata contiamo altri due infortunati: Alberto Crotti ed Alessandro Ugolini hanno ambedue una spalla fuori uso ed il numero dei disponibili per la seconda giornata scende a 20!

Nella giornata si evidenziano come sempre le squadre francesi ai quali la definizione “loisir”  permette di schierare giovani e veloci atleti che contro squadre come gli argentini ed i gallesi, veri “old” hanno vita facile vincendo a mani basse. Ma i risultati non vengono pubblicati e le classifiche non esistono: è solo una bella e grande festa.

La sera tutti a festeggiare in paese, il venerdì e di per sé già la giornata dove tutti escono e la presenza di tanti stranieri scatena l’attenzione della popolazione indigena. I nostri berretti da marinaio rosso/blu spopolano catalizzando l’attenzione delle ragazze e suscitando simpatia. La birra scorre a fiumi e l’allegria è alle stelle, qualcuno alza troppo il gomito ma i perfetti organizzatori gallesi hanno previsto anche questo e sul pass che portiamo appeso al collo è stampata la seguente frase: To any taxi driver: Please take the older of this passport to the hotel on the front of the passport.

Il grosso problema  è per quelli di noi che indossano la maglia delle Repubbliche in quanto la bandiera di S. Giorgio che campeggia sopra di essa è stata concessa in uso dal doge di Genova agli inglesi nel 1190 ed i gallesi non amano affatto i “pavoni”. Inoltre S. Giorgio nello stemma cucito sulle ns. maglie uccide il drago ed il drago è il simbolo del Galles !..............
Gli equivoci vengono sempre risolti ma gli sguardi torvi di qualche energumeno hanno spesso lasciato in ansia per qualche momento anche qualche intrepido Cavaliere.

Il sabato è il giorno di riposo, quelli che hanno gozzovigliato la sera prima si svegliano molto tardi, le alternative sono giri turistici con il treno che parte a pochi metri dal ns. albergo, treni che da Caernarfon accompagnano i visitatori presso birrerie artigianali per assaggi ed acquisti, gite a Liverpool o Manchester oppure in qualche paese vicino. La maggior parte di noi ricordato il programma del giorno successivo si limita a cazzeggiare ed incamerare energie.
Infatti domani dopo aver fatto le valigie  andremo al campo per disputare le due partite conclusive, torneremo in albergo per ritirare i bagagli ci recheremo alla cena di gala e da qui direttamente a Liverpool per il volo del mattino che ricondurrà a Nizza e da qui a casa!

La domenica ci svegliamo con un tempo uggioso, nuvole basse e pioggerellina fine ( tipico tempo da rugby), ci rechiamo al campo principale per disputare le partite della giornata conclusiva la prima ci oppone alla squadra di casa dei Gog’s una vera squadra old almeno nel primo tempo, infatti in svantaggio alla fine del primo tempo nei secondi venti minuti inseriscono qualche elemento più giovane peraltro senza risultato. Giochiamo sotto una pioggia battente e gli errori alla mano sono molti. La mischia tiene, le terze linee ed i tre quarti ne hanno ancora, Claudio Micco apre come non mai, Pizza sembra un ventenne, all’ala Christin e Claudio imbeccati da uno splendido Carletto volano e portiamo a casa una giusta vittoria con una meta di Mike Cheval.
Bagnati fradici ci rifugiamo sotto un tendono dove ci asciughiamo alla buona, mangiamo un panino ed indossata qualche panno asciutto attendiamo di essere richiamati sul campo. Il tempo passa, il capitano và e viene dagli organizzatori ed alla fine è il nostro turno di scendere in campo con gli israeliani una squadra quadrata e robusta ed anche questa con una media età più bassa della nostra. Ha smesso di piovere ma è ancora tutto bagnato, noi compresi.
L’arbitro della partita precedente ci chiede di poter giocare con noi, è un grande onore e sicuramente un grande aiuto: siamo sempre contati. Giochiamo un tempo da manuale segnando due mete e sprecando la terza alla fine del primo tempo,  gli avversari non sono mai entrati nei ns. ventidue. Si mettono in luce le terze linee Enrico Selva su tutti, i centri ed è molto bravo come sempre Tony che gioca all’estremo. Ripartiamo nella ripresa con la stessa veemenza e li teniamo schiacciati sempre là  oltre la metà campo e controlliamo il gioco: il Capitano è ovunque, Macchia vince a due mani due touches pulite senza ascensore. Poi l’incredibile chiamata di una giocata: su calcio di punizione a ns. favore anziché andare in rimessa nei loro ventidue calciamo al centro e sulla loro ripartenza che ci trova impreparati subiamo una meta. Siamo stremati dalla fatica, la benzina è finita e questa segnatura ci taglia le gambe, subiamo il pareggio ed il fischio finale ci trova in grave affanno a difendere.  Peccato!


Raccogliamo le ultime forze per farci belli e recarci alla cena di gala: i gallesi fanno le cose in grande e sotto un maxi tendone trovano posto un orchestra, un tavolone lungo una cinquantina di metri per servire tutti al self service e ben 92 tavoli da 12 persone. 
Come nella cerimonia di apertura con gli organizzatori partecipa anche il sindaco con tanto di collare dorato accompagnato dalla moglie che assomiglia tanto a quella vecchia babbiona della Barbara Bush: una potenziale preda per Carletto che viene trattenuto a stento. Aperta la festa ci ritroviamo tutti in fila, sindaco compreso, per un ottima cena ma lo spettacolo è il mescolarsi degli atleti che vagabondando da un tavolo all’altro si scambiano gadget, maglie, cappelli ed indirizzi. Si intonano canzoni, ci si riconosce in tenuta borghese, ci si complimenta, ci scambia pacche sulle spalle e si balla. Poi è il momento delle premiazioni, poiché non esistono risultati e classifiche vengono assegnati vari riconoscimenti alle squadre più simpatiche, vecchie ed altro. Purtroppo come Cenerentola a mezzanotte dobbiamo scappare dalla festa in quanto il pullman che ci deve portare a Liverpool reclama la ns. presenza.
Il resto è un viaggio sotto l’acqua sino all’aeroporto, un sonnecchiare sulle poltrone dello stesso,  un volo tranquillo fino a Nizza dove lo stesso mezzo dell’andata ci riporta a Genova che raggiungiamo verso mezzogiorno.
E’ la fine di un’esperienza unica e fantastica che purtroppo solo alcuni di noi hanno avuto la fortuna di vivere, tutti gli assenti ci sono mancati con un unica eccezione: Ciro e le sue puzzette in quanto ci ha pensato Giorgello a sostituirlo degnamente.

Firmato: The Braves of Galles e cioè:

“Macchia Nera” (autore dell'articolo)
Alberto Crotti
Alberto “Wizard”
Alessandro Ugolini
Capalbo Tony
Claudio alias Claudiano ( dal noto personaggio di Claudio Bisio )
Claudio Micco
Conti Claudio e Sabrina
Enrico Selva
Fabiano il “Pumito”
Galimberti Carletto
Galimberti Giannetto
“Giorgiello”
Kruko
Ieraldo
“Il capitano”  ( Massimo Zucchi )
Mangiapannello Giovanni
“Maugo” Barelli
“Mike Cheval”
Morasso Christian
Municchi Dante
Olivieri “Olly”
Pizzagalli Mauro e Marina
Sposaro Fulvio e Francesca
 

 

Fotografie e filmati dell'evento :

http://www.youtube.com/watch?v=3vVO-q_2h9M

http://picasaweb.google.com/117922862308139111559

 

 

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