18/12/10 - Orche vs Cavalieri di San Giorgio PDF Print E-mail

RECCO BEL SUOL D’AMORE ovvero MA COSA SIAMO VENUTI A FARE A RECCO CHE LE TROFIE CE LE POTEVAMO MANGIARE ANCHE DA UN’ALTRA PARTE?

I Cavalieri sono ritornati alle proprie case, alla spicciolata, con abiti borghesi ed i baschi in mano; gli ultimi hanno concluso il rientro proprio in questi giorni.

Nessun Cavaliere è stato lasciato prigioniero. Uno risulta caduto sul campo dell’Onore, la sua bocca potrà ostentare almeno tre parti nuove in più rispetto alla partenza. Nonostante il clima quasi primaverile, il sole accecante ed il contorno vociante degli under 8-10-12 non è stata una bella giornata quella del 18 dicembre 2010 che, a tutti gli effetti, si deve considerare persa per i colori arlecchini. “Il ragazzo è’ intelligente ma non si applica, è distratto, non si impegna” così un tempo i professori, a colloquio con i genitori di un alunno che non poteva definirsi una cima, addolcivano la sostanza del problema. Così come richiesto di un giudizio sulla nuova fidanzata ciffona dell’amico, il pietoso rispondeva “ma che begli occhi, che simpatia!”. Uguale con i Cavalieri “Ma che belle maglie, che nobili ascendenze, che perfetto aplomb” e le partite le vincono gli altri.

Ed infatti il risultato finale fu di 3 ad 1 per gli avversari dove, l'unico nostro punto, fu scritto dopo breve involata dal solido NandRover.

Pochi hanno meritato la zuppa a fine partita. Pochissimi hanno guadagnato il diritto di dare un’annusata anche al secondo. Tutti gli altri a dieta coatta.

Su tutti i mai domi: - Golden Petillant Tony (generoso, fragorosamente smisurato; sicuramente meritato il titolo di Cavalier of the match); - Franz Caterpillar Von Groppler (ha sempre guadagnato la linea del vantaggio ammaccando più d’un cetaceo); - Sisichesonovecchio Meru (impeccabile nelle prese al volo e nelle cavalcate d’attacco, una sicurezza nelle ruck). 

Una nota di merito a: - Jumping Chris Flash (lucido, efficace nel sostegno e veloce nell’esecuzione); - Paul Moticiullolapalla Tower (ha lanciato bene in touche ed ha recuperato dalla rumenta un discreto numero di palloni); - Curly Infradito Tony (quando abbandonerà l’idioma punico e parlerà tricolore, integrandosi meglio nel reparto di appartenenza, farà molti danni. Agli avversari naturalmente). 

Una menzione speciale a Peter Dichisonostescarpe Van der Zaam che all’alba dei sessant’anni s’è permesso per ben due volte di tenere a distanza, da solo e con una sola mano, ben tre avversari che non sono riusciti ad impedirgli di mettere a disposizione la palla. 

Non parole ma una medaglia da appendere sul labaro per Bee Bee Zop Charlie che, fino al momento dell’infortunio, ha svolto con coscienza ed impeto il compito che si è liberamente auto assegnato: zigzagare a dritta ed a mancina sfuggendo ad avversari e sostenitori fino al completo accerchiamento, fino a diventare zerbino da calpestare, fino ad esalare oltre al respiro anche la palla. Ed infine i compagni di merende: Rettagliata – Barelli – Crotti – Conti - Rocca - Nicosia – Fusco – Buffa – Mantovani con i correi Tipinofino George – NandRover - Tifacciolafinta Von Mikk - Colossodirodi Paulie - Bellicapelli James - Macchia Nera. 

Un memento conclusivo per Max Nonmelasentopiùdifareilcapitàno che vuole abdicare con la carica la sua funzione probovirale connessa all’Ufficio di Capitano dei Cavalieri che ancora giocano. “Semel Abbas semper Abbas” e quel sempre significa proprio sino alla fine, che non può venire meno. Max Nonmelasentopiùdifareilcapitàno, Capitàno, per favore, non tradire la fiducia e non deludere le aspettative di quegli onesti pendolari dell’ovale che, capitanati da chiunque altro, sarebbero destinati a diventare in breve tempo un pugno d’uomini indecisi a tutto.

 Ziotarzàn

 

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