12/04/14 - Torneo di Rovigo PDF Print E-mail


Quelli che giocarono con Visentin…


I prodi: Lerda, Conti, Selva, Parodi, Arnulfo III, Morasso, Sartana, Rocca, Crotti, Saturnino, Mapelli, Nardi, Gropplero I, Olly, Olivieri Alfredo, Olivieri Angelo, Pizzagalli (Special guest Angelo Visentin)

 


In una mattina uggiosa che non lasciava prevedere nulla di buono, 17 Cavalieri, sfidando la scaramanzia, si ritrovano alle 07.30 allo stadio Carlini per partire alla volta del Veneto. 15 imbarcati sul pullman, altri 2 più il fotografo Marcello trovati in loco.


L'efficientissimo ufficio informazioni ci fa sapere che le nostre avversarie di giornata saranno Cernusco sul Naviglio, Ascoli e Monselice Padova. In assenza, peraltro giustificata, del sempre amatissimo capitano Zucchi, un comitato direttivo alla guida del facente funzioni Gropplero I inanella una serie infinita di formazioni possibili, con l'obiettivo di consentire a tutti almeno 4,8 minuti di riposo nel torneo.


Il risultato di tanto sforzo produce un Arnulfo III, all'apice di una carriera pressoché quarantennale, schierato come mediano di mischia prima e di apertura dopo (cosa che nemmeno nei suoi peggiori incubi…), un Mapelli all'ala (ruolo di cui credo abbia saputo l'esistenza solo in questa occasione e che lui per anni ha associato solo a Claudio Sala…) e un Lerda primo centro, cosa che l'ha fatto felice come un bambino o, visto ormai lo spiegamento di peso, felice come Obelix quando prende a schiaffi i romani.


Dopo un riscaldamento che ha rischiato di farci svanire le poche forze già mezz'ora prima della partita, iniziamo a giocare col Cernusco. Partita obiettivamente senza storia. I malcapitati lombardi superano la metà campo solo al calcio d'inizio e vengono subito investiti dai nostri 15, tatticamente accortissimi, che prendono le redini del gioco in mano e non le mollano più. Rocca, Oliveri e Gropplero I trasformano in meta quanto di buono fatto dalla squadra. Lerda si diverte a investire chiunque gli passi davanti e Morasso placca qualsiasi cosa tranne i pali della luce e i fotografi.


Riposino di un'ora circa e via con l'Ascoli. Ci diciamo tutti che l'unico rischio che possiamo correre sia la convinzione di essere dei fenomeni. E, per non smentirci, ci caschiamo. Non che l'Ascoli faccia granché, segna una meta su un contropiede di stampo trapattoniano anni '70 e non passa mai più la metà campo, ma invece che affidarci allo splendido gioco corale della prima partita, entriamo direttamente in un tunnel di azioni personali che si schiantano contro il fisico massiccio dei nostri avversari. Riusciamo comunque a gettare il cuore oltre l'ostacolo e alla fine di una vera azione tambureggiante Selva riesce a schiacciare la meritata meta del pareggio. A latere una blanda contestazione ascolana su una presunta partenza non consentita del mediano Gropplero I direttamente da una mischia ma l'arbitro, compagno di infinite merende del nostro Pizza, non si volta nemmeno a sentirli.


Passa un'altra ora e ci ritroviamo sul mitico Battaglini a giocare corno i veneti del Monselice, maggiori di numero, minori di età media e supportati dal pubblico appresso. Ma tutto questo non basta. Ormai stremati, i Cavalieri rigettano comunque il cuore oltre l'ostacolo, che nel frattempo s'è alzato di un paio di metri, sorprendono con due mete di Morasso e Lerda gli avversari, subiscono il loro ritorno ma poi… ecco il momento De Amicis!!!! Lo speaker al microfono annuncia l'ingresso in campo della più talentuosa coppia mediana mai vista su un campo OLD: Mauro Pizzagalli e Angelo Visentin, amici dai tempi della battaglia di Montebello, entrano in campo insieme, prendono possesso delle redini del gioco e per gli avversari non c'è più niente da fare.


Al fischio finale grande gioia per la meravigliosa giornata di rugby vissuta insieme e per essere sopravvissuti a fatica e colpi vari.


Grande e meravigliosa festa, come al solito, organizzata dai Veci di Rovigo e alle 23.30 tutti sul pullman. Viaggio di ritorno animato da bizzarrie climatiche che a fasi di 15 minuti circa rendeva l'automezzo una succursale di un igloo oppure un forno a microonde e da una sosta alle 02.30 circa in un autogrill sulla Cisa, con una quindicina di zombi che dissertavano su argomenti che il mio firewall aziendale non mi consente di descrivere in questa sede.

 

Chi c'era lo potrà raccontare fino ai trisnipoti, se li vedrà. Chi non c'era non può sapere cosa s'è perso.

 

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