24/05/14 - Torneo Cuneo PDF Print E-mail

 

CAVALIERI O CAPORALI
A Cuneo, campo di Madonna dell’Olmo
sabato 24 maggio 2014 ore 15.00 e seguenti
Torneo Rugby d’Oc
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Cavalieri che hanno avuto l’onore di servire sotto le insegne dispiegate da Capitan Zucchi (sempre sia lodato) nella assolata Linguadoca:

Odone, Torre, Boero, Capalbo, Marchi, Patrone, Saturnino, Micco, Alfredo Olivieri, Elies, Lercari, Marchelli, Mantovani, Conti, Rapali, Calandri, Corinni, Sarti, Gropplero I, Galiberti, Parodi.
Graziano Arnulfo nella veste di sostenitore, crocerossina e baby sitter.
Macchia Razore quale team manager deputato alle relazioni con l’organizzazione.
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CAVALIERI DI SAN GIORGIO – Barberans Alessandria: 2 – 0 mete di Conti e Gropplero I
CAVALIERI DI SAN GIORGIO – Francesi: 1 – 1 con meta di Marchi
CAVALIERI DI SAN GIORGIO – Marì Garsoun 0 - 4
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Caduti sul campo dell’onore Giacomo Patrone - che lamenta la rottura del tendine di Achille – ed il Capitano (sempre sia lodato) - che ha bloccato una insidiosa gomitata franzosa con il proprio occhio destro.
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Sul campo di gioco si è sentita la mancanza di Selva, Cirilli, Pizzagalli, Rocca, Martino, Arnulfo II, Arnulfo III, Morasso, Nicosia, Provvedi, Cadè, Lerda, Kelly, Baldi, Pezzana, Mangiapanello, Roncallo, Noto, Festoso, Nardi, Crotti, Vassallo, Petronio, Ratto, Remaggi, Gropplero II.
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Per dirla semplice e farla facile I Cavalieri:
a) hanno vinto quando hanno giocato contro una squadra old. I Barberans - che hanno scelto di giocare con quindici omoni sovrappeso ed abbondanti, tutti di mischia, una serie infinita di percussioni risultate sterili ed inutili - sono una vera squadra old i cui componenti hanno tutti superato, chi abbondantemente chi meno, i trentacinque anni d’età;
b) hanno pareggiato con i francesi - che, si sa, intendono in maniera diversa dalla nostra italiana la categoria old, popolandola di freschi trentenni – spendendo nello sforzo pressoché tutte le energie disponibili degli uomini rimasti validi;
c) hanno perso contro i padroni di casa che hanno schierato 8 uomini della loro prima squadra con piloni e seconde linee ventenni di oltre cento chili - che una volta preso l’abbrivio è molto difficile fermare – mentre l’apertura, che nel dopo partita ha confessato di avere venticinque anni, ha deliziato i palati più fini con ripetuti doppi passi e sensazionali finte fatte con le orecchie.
Alla fine però la colpa è stata solo nostra. Una volta schierati a centro campo e vista l’età degli imberbi avversari bisognava rifiutare virilmente il confronto. Per paura però che l’equità (il termine deriva da equites, cavalieri) potesse essere scambiata per codardia abbiamo deciso di sbagliare, di comportarci ancora una volta da Cavalieri lasciando agli altri il ridicolo ruolo dei caporali.
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Per finire alcune glosse estetiche:
1) ma dove si è visto spillare la birra in bicchieri nuovi di plastica pressata (e dunque che puzza di similpetrolio) trattenendo un euro di caparra?
2) ma è possibile che nel pur triste Piemonte non abbiano del vino rosso da offrire (o vendere) agli ospiti riducendosi alla mescita di vino bianco fatto con le bustine e venduto nel cartone?
3) ma in quale parte dell’Alto Volta o del basso corso del Niger vengono servite acciughe al verde annegate nell’olio (buonissime e tante) senza però un piattino di plastica a fare da scudo alle camicie e dunque sgocciolanti oltre i pur numerosi scottex forniti?
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Vite, Vite redde mihi lamprodeschi!! A questo grido una turma di Cavalieri di ritorno dalla campagna occitana, ad ore 23.30, si è riunita fra le mura amiche bevendosi in boccali di robusto vetro la giusta dose di alcol alluppolato.
 
O’mero stanco.

 

 

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