31/01/2015 - Torneo Stadio Carlini PDF Print E-mail

 

COME L’ONDA TRAVOLGONO

COME LO SCOGLIO INFRANGONO

ovvero

A Genova, Campo Carlini - sabato 31 gennaio 2014
triangolare con le Orche di Recco ed i Mil’Old di Pavia
*
I Cavalieri di San Giorgio che agli ordini del redivivo Capitan Zucchi (sempre sia lodato) hanno difeso i colori Arlecchini: Parodi, Maggiolo, Tabor, Capalbo, Elies, Tomaso Martino, Conti, Olivieri, Boero, Festoso, Berlinghieri, Odone, Corinni, Roncallo, Calandri, Galiberti, Patrone, Pizzagalli, Avigliano, Provvedi, Petronio, Felici, Monaldi, Jacopo Martino, Giacomo Saturnino, Zaami, Morasso.

 

CAVALIERI di San GIORGIO – Orche: 3 – 0
mete di Tomaso Martino, Elies e Capalbo

CAVALIERI di San GIORGIO – Mil’Old: 4 – 1
mete di Odone (2), Roncallo e Giacomo Saturnino

Orche – Mil’Old: 7 - 0
*
I progressi già registrati ad inizio anno con l’accattivante pareggio in casa delle Orche sono stati positivamente confermati oggi con un punteggio che poco lascia alla fantasia ed alle sofisticate esegesi di rito. Le partite sono state belle, combattute e gestite dai nostri mediani con perizia e maestria: punto d’incontro, rapida pulizia, altrettanto rapida apertura al largo tanto rapida e tanto ficcante che a momenti non ci si riconosceva.

Sul campo si è sentita la mancanza di Kaiser Franz e Paoletto Tower a cui tutti auguriamo di rientrare al più presto nei ranghi. Da evidenziare lo spirito di servizio del solito Tommy, che unico ad accorgersi della mancanza dell’acqua da bere a bordo campo, in braghette e scarpe da gioco senza dire niente a nessuno e senza farla troppo lunga è corso a provvedere. Da segnalare ancora l’ottima prestazione di Nicola Odone – insignito alla festa di Villa Zerbino del titolo di Marchese dell’Ordine della Provola – di Amerigo Roncallo dal lungo passo, di Giacomo Saturnino, Andrea Festoso, Valentino Avigliano ed Alfredo Olivieri dalla presenza oplitica.

Insomma tutto bello e positivo quello che riguarda il gioco, la parte sportiva dell’evento mentre sono da porre nel giusto rilievo alcune gravi, gravissime manchevolezze manifestatesi nel terzo tempo. La più esiziale è stata la pressoché assoluta mancanza di pane (appena tre finte baguette di quelle comprate alla coop per 60 affamati) ma non scherzava nemmeno la qualità del piatto di pasta offerto agli ospiti: cottura che sarebbe stato sufficiente tenerla sul fuoco 20 minuti in meno e sugo di pomodoro senza soffritto di cipolla, praticamente crudo ma molto salato in quanto lo chef, per insaporire, ha ritenuto di aggiungere fette di pancetta affumicata.
Molto meglio i lamprodeschi del golfo fritti ed il pesto di spinaci degli insuperabili Vito & Maria Concetta Addolorada ‘Ndyae della premiata pizzeria Diana.

O’mero stanco.

 

Who's Online

    We have 9 guests online


Powered by Joomla!. Designed by: Free Joomla Template, Websytz hosting. Valid XHTML and CSS.