25/04/2015 - ROVIGO - 14° Torneo INTERNAZIONALE OLD PDF Print E-mail

ROVIGO - 14° TORNEO INTERNAZIONALE OLD
25 aprile 2015


Premettendo che il non positivo risultato agonistico ottenuto durante la Crociata in terra veneta 2015 ha generato all'interno del Gruppo grandi interrogativi,

 

 

approfondite analisi e toccanti esami di coscienza bisogna segnalare che il grande battage fatto sul Torneo, sulla sua importanza a livello nazionale, i racconti delle gloriose passate esperienze dei Cavalieri oltre alla prevista presenza di 16 squadre e di più di 400 giocatori Old che avrebbero scorrazzato sul prato del mitico Battaglini, ha fatto si che la partecipazione dei Cavalieri fosse decisamente numerosa e variegata.
Quasi trenta tra giocatori ed accompagnatori hanno risposto alla chiamata ed hanno deciso di sobbarcarsi l'impegnativa trasferta. Alcuni anche sapendo bene che il loro apporto sarebbe stato molto limitato (e probabilmente inutile) ma con il solo desiderio di esserci e di passare una giornata insieme in un contesto sicuramente speciale.
Nonostante ciò alcune assenze importanti tra le forze disponibili per la battaglia in campo e soprattutto quelle a bordo campo hanno probabilmente reso più complicato l’approccio agonistico alla competizione ma non sicuramente quello ludico e goliardico.
Saltata la soluzione pullman, appuntamento alle 08.30 al Carlini (con Pizza che scalpitava prevedendo enormi ritardi) a parte per il ‘Gruppo Cogoleto’ ed il ‘Gruppo Milano’ che si sono organizzati separatamente.
Hanno aderito entusiasticamente alla spedizione: Avigliano, Baldi, Capalbo, Cavina, Cena,  Conti, Corinni, Crotti, Elies, Felici, Ferrari, Festoso, Galiberti, Lercari, Mangiapanello, Mantovani, Micco, Municchi, Odone, Olivieri, Parodi, Pizzagalli, Razore, Rocca, Saturnino Jack, Saturnino Nando, Selva, Tabor, Vassallo
Viaggio tranquillo con un riordino di alcuni equipaggi ad un Autogrill dalle parti di Ferrara per il pasto dell’atleta che non credo abbia lasciato un ricordo indelebile a qualcuno.
Arrivo a Rovigo verso le 13/13.30 con ben due ore di anticipo sull’orario previsto dal tabellone per la prima partita. Questo fatto eccezionale ha pesato su tutto il torneo della selezione ligure. I racconti dei vecchi dicono che non sia mai successo ed infatti è stato probabilmente uno dei fattori che ha inciso negativamente sulla prestazione della squadra: si sono visti giocatori che vagavano spaesati tra le gradinate del Battaglini, altri che probabilmente hanno marcato le prime spine e panini alla mortadella della giornata, alcuni credevano di essere nella vicina riviera romagnola e cercavano l’abbronzatura semi integrale sull’erba del campo. Tutti si sono scaldati ma con tempistiche, modalità e risultati completamente diversi fra di loro nonostante alcuni veterani come Carlo ‘Carletto’ Galiberti – capitano di giornata non eletto - e Claudio Micco cercassero di riportare ordine e disciplina. Ricordiamo l’assenza del Capitano (sempre sia lodato) e della mitologica figura del Coach….
Il regolamento prevedeva che ogni squadra avrebbe giocato tre partite da 20 minuti ciascuna, divise in 2 tempi da 10. A quello dei Cavalieri sono stati abbinati i destini degli Urogalli di Udine, dei Veci di Rovigo (squadra di casa) e degli Old Kings di Bolzano.
Alle 15.30 fischio di inizio del match contro gli Urogalli sul campo principale del Battaglini e con i Cavalieri in formazione tipo col meglio della selezione disponibile per far capire chi siamo. I friulani però mettono subito le cose in chiaro: sono una squadra allenata, organizzata, mediamente giovane e con delle individualità importanti. I Cavalieri danno il massimo ma soffrono, faticano ad organizzare il gioco ed a mantenere il possesso di palla in quanto gli Urogalli sono sempre ovunque portando molta pressione fisica e psicologica. Nonostante questo una meta iniziale degli avversari viene pareggiata di potenza dal Alfredo Olivieri e solo un ulteriore virtuosismo del giovane mediano udinese porta il risultato al 10/5 finale. Risultato assolutamente dignitoso e soddisfacente visto l’impegno e lo sforzo profuso dai Cavalieri che però ha l’effetto molto più deleterio di insinuare nella mente dei liguri il dubbio e l’insicurezza che avrà effetti negativi per il proseguo del Torneo.
Neanche un’ora dopo, di nuovo in campo con i Veci di Rovigo, formazione variata sulla base di valutazioni tecniche e volontà di far giocare tutti quelli che hanno risposto alla chiamata, ma il succo non cambia. I Veci sono la formazione di casa e forse godono anche di un occhio di riguardo da parte dell’arbitro. Ma non è questo il problema: i Cavalieri non riescono ad ingranare a costruire e sviluppare il gioco per cui sono famosi (….). Tant’è vero che una marcatura degli avversari viene pareggiata da una perentoria meta di Tony ‘Speedy’ Capalbo che non lascia speranze gli inseguitori. Solo allo scadere del secondo tempo i rodigini riescono a segnare  per un definitivo 10/5, forse evitabile con un minimo di disciplina e di concentrazione in più.
Ultimo sforzo e alle 17.30 si scende in campo con gli Old Kings di Bolzano. Formazione ulteriormente cambiata ed avversari probabilmente sottovalutati. I Cavalieri sono stanchi, gli atesini no e questa realtà accentua quanto già non andava nelle prime due partite.
Durante questo match probabilmente il risultato non è mai stato in discussione e, anche se una bella meta su azione individuale di Antonio Elies ha limitato il passivo, il 15/5 finale sarebbe potuto essere anche più pesante.
Alle 6 del pomeriggio la fase agonistica del Torneo era conclusa.
Il morale basso ed il cattivo umore dei Cavalieri per il non soddisfacente risultato viene attenuato da un pre-terzotempo a base di birra e  mortadella presso un chiosco allestito a lato dei campi.
La giornata si concludeva poi nella mega struttura di una vicina Polisportiva, adeguata per accogliere 500 persone che hanno mangiato, bevuto e cantato assieme.
Alcuni cori delle singole squadre e fazioni, in alcuni casi anche in antagonismo ‘politico’ tra di loro,  sono stati riuniti da un  Inno di Mameli coinvolgente che ha fugato ogni dubbio sullo spirito del rugby e degli Old.

La cronaca interrompe le annotazioni alle 22:30, ora in cui ancora praticamente tutti i Cavalieri in trasferta erano individuabili nel comune di Rovigo.
Nulla si sa del rientro lasciando intatte le certezze di familiari e mogli.
Voci narrano che alcuni hanno toccato il letto della propria casa alle 5 della mattina, pronti per alzarsi immediatamente dopo per andare a fare una sgambata defatigante nell’aria frizzantina dell’alba.

Nessun si è fatto male e un grazie particolare a coloro che ci sono voluti essere nonostante patissero di infortuni preesistenti.

Le sconfitte, se prese con moderazione, servono.

FORZA CAVALIERI DI S. GIORGIO


L’ala che aspirava ad essere un avanti

 

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