09/04/206 - Torneo Parabiago PDF Print E-mail
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PACTA SERVATA SUNT


 


ovvero


 


La promessa formulata da una qualificata ambasceria al decano Pizzagalli prima di entrare in campagna in terra longobarda è stata mantenuta: la Pax Equitum regna ora sovrana

 


Sono stati imposti ostaggi e lunghe colonne di prigionieri sono ora avviate in mesta processione verso Scarpino dove sconteranno, bonificando l’area, il prezzo della sconfitta.


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a Parabiago sabato 9 aprile 2016


campo Venegoni Marazzini ore 15.00 e seguenti


 


hanno fatto vibrare di commozione i baffi del lontano Vegliardo:


Zucchi (capitàno, sempre sia lodato), Arnulfo III, Corinni, Olivieri I, Odone, Gropplero II, Torre, Felici, Nando Saturnino, Rocca, Solazzo, Gropplero I, Ferrari, Cavalleri, Morasso, Elies, Corradi, Conti, Capalbo, Bagnara, Jack Saturnino, Galiberti, Mantovani, Lercari e Provvedi


i quali hanno conseguito i seguenti risultati


 


CAVALIERI di SAN GIORGIO 3 – PORC Parabiago Old Rugby Club – 1


hanno segnato: Elies (2) e Cavalleri;


 


CAVALIERI di SAN GIORGIO 2 – PASSATELLI di Ravenna 1


hanno segnato Cavalleri ed Elies


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Eroi della giornata, il cui nome sarà marchiato a fuoco sulle sacre tavole del Tempio:


- il Decurione Arnulfo III che, al primo rientro dalle province albioniche, è corso a mettere a disposizione la esperienza ed il pregio dei suoi cento e passa chili con risultati che hanno inorgoglito gli altri baruffanti;


- il possente Gropplero II che ghermisce al volo un calcio di ripresa del gioco da parte dei Passatelli e come leone, imbattutosi in una grossa preda quando è affamato, con furia la divora anche se a lui danno la caccia cani veloci e giovani forti così Felice sbirilla a metri di distanza un paio di accorrenti avversari e dopo veementi sportellate viene fermato dalla moltitudine dei difensori non prima di aver percorso una ventina di preziosissimi metri.


Il torneo si svolge in un bellissimo centro sportivo di quelli che qui dabbasso non se ne vedono, con tanta erba e capienti spogliatoi con docce funzionanti. Curioso l’inizio della prima partita con i padroni di casa, quasi una comica del cinema muto alla Buster Keaton: a centro campo un giocatore nemmeno troppo datato, dall’apparente età di 55 anni, attira l’attenzione dell’arbitro (sig. Carotenuto della sezione di Parabiago) sul colore rosso delle sue braghette perché segnali a tutti la circostanza, con invito dunque a non placcarlo; gli è che nella prima azione della gara costui si impossessa della palla, impegna il corridoio dei 5 metri e, a razzo più veloce di una lippa, si invola verso i nostri ventidue. Solo dopo quindici metri di corsa forsennata ‘Ntoni riesce a raggiungerlo sbuffettandolo sulle spalle a due mani come per dirgli “ritieniti placcato”. E invece no, l’uomo continua sempre a mille fermandosi solo dopo aver depositato l’ovale in meta. Breve esultanza sua e dei suoi compagni fino a quando l’arbitro annulla e decide che si ricomincia tutto da capo. Da quel momento l’uomo in braga rossa scompare nel senso che esce dal campo non facendovi più ritorno.


Bella la prima meta concertata tra Be Be Zop Charlie (schierato all’apertura) che ricevuto un passaggio dal Piccolo Lord apre sulla linea di centrocampo all’accorrente Punico con un passaggio di una trentina di centimetri non di più (forse anche in avanti) che irrompe nelle maglie della difesa e sgaloppa per cinquanta metri inutilmente inseguito dall’estremo (se il campo fosse stato lungo altri cinque metri sarebbe cascato da solo giù come un pero perché gli si sarebbero imballate le gambe che già mostravano segni di inceppamento).


Bella prestazione quella di Lorenzo Cavalleri che con maestria ha coniugato sfrontatezza, potenza e velocità (volentes fata ducunt, nolentes trahunt) autore oggi di due mete, a causa del quale si è riunita d’urgenza la Commissione per le Onorificenze legionarie per valutare il suo caso e decretare di quale Ordine insignirlo. Si attende a breve la decisione.


Buono il rientro di Paolo Lercari dopo la lunga assenza dovuta ad un serio infortunio. Michele Provvedi dovrebbe prendere il vizio di venire a giocare più spesso in quanto il suo gioco si rivela sempre più utile ed efficace nell’economia della squadra.


Nelle zone d’ombra che meritano approfondimento va posta in discussione la meta del Punico contro i Passatelli, ascrivibile al 90% all’apporto causale di Francesco Corradi che seguendo da presso l’azione per dare sostegno ha attirato su di se l’attenzione dei difensori lasciando al ragazzo dai piedi caprini l’unico merito di aver schiacciato (che la palla gli stava anche sgusciando dalle mani in avanti qualche centimetro prima che toccasse terra).


Bravi gli altri, nessuno è rimasto indietro e tutti hanno meritato le prelibatezze (ottime ed abbondanti) offerte dagli ospiti nell’aperitivo e nel terzo tempo. Molto apprezzato il dono del cestino contenente una bottiglia d’olio extra vergine, un pacco di pasta ed una passata di pomodoro.


Insuperabili Chris and Jack al microfono a karaokeare motivi genovesi che hanno suscitato l’incontrollabile entusiamsmo della signora del prefato arbitro Carotenuto.


Unico neo della giornata il cartellino rosso preso da Buffalmacco che, forse in ambascia per l’assenza del complice Calandrino, ha strattonato un avversario che l’avrebbe placcato senza palla ed ha osato inveire contro l’arbitro. La sanzione di per se non sarebbe proprio proprio gravissima sia perché l’arbitro ha degli altri problemi che forse gli causano acidità di stomaco sia perché cosa vuoi che sia un rosso a due minuti dalla fine. La cosa tragica è che nella lista nera degli espulsi sono solo in due – in tutta la storia ultra ventennale dei Cavalieri – lui ed il Punico e francamente qualsiasi cosa, circostanza o esperienza condivisa con costui getta un’ombra sinistra, disdicevole su chi l’abbia commessa.


Divertente parentesi a Serravalle, nei pressi del casello autostradale, dove tutti i Cavalieri sono accorsi al richiamo di Kaiser Franz per tenersi vicendevolmente compagnia giocando al tocco (maglioni blu contro giacchetti rossi), in attesa che giungesse il carro attrezzi per il ricovero in officina del suv dell’Acadien, rimasto vittima di un inopinato spostamento di un guard rail che ha cambiato traiettoria proprio nell’attimo in cui vi transitava accanto il veicolo del Nostro. Be Be Zop Charlie ha già ricevuto mandato di richiedere i danni alle Autostrade per l’Italia. Per concertare la strategia risarcitoria i Cavalieri si sono portati in massa ai Mattoni Rossi dove hanno terminato a notte fonda i festeggiamenti.


O’mero Stanco


 

 

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