09/06/2018 - XII EDIZIONE del TORNEO di RUGBY OLD delle REPUBBLICHE MARINARE PDF Print E-mail
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XII EDIZIONE del TORNEO di RUGBY OLD delle REPUBBLICHE MARINARE


A Genova, Stadio Giacomo Carlini, il 9 giugno 2018 ad ore 15.00

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C’HANNO RIMASTI SOLI

I Ragazzi del Galeone col Grifo non ce l’hanno fatta. Si sono duramente impegnati durante i mesi di preparazione; hanno dato sino all’ultima goccia di energia nella regata ma non è bastato. Una manciata di centimetri ha negato loro la gioia di ripetere il meritato successo ottenuto nella passata edizione. Ad essi vanno tributati onore e plauso per aver fatto il proprio dovere con serietà e cuore.

Sui Vetusti Ruggers della Franchigia Ligure della Repubblica di Genova è precipitato così l’onere di difendere da soli, nell’ultima occasione della stagione, i risultati ed i destini sportivi della Repubblica di Genova e così, con un caldo ed un’umidità che potevano essere peggio, in una cornice di pubblico variopinto, allietati da una compagnia di figuranti in ricchi costumi rinascimentali, ristorati da una doppia spina di birra a latere del campo, al comando del Capo della Guerra Andrea Maggiolo, organizzati dal Supremus Rigidus Dictator hanno difeso l’Onore della Croce di San Giorgio:

Bagnara, Berlinghieri, Bernardini, Boero, Cavalleri, Cavallo, Corinni, Costa, Dapino, Della Scala, Elies, Felici, Fili, Galiberti, Galliano, Gatti, Gropplero I, Gropplero II, Martino Jacopo, Martino Tomaso, Massa, Micco, Morasso, Nardi, Nicosia, Nostro, Odone, Olivieri I, Pagano, Palomba, Quiroga, Rocca, Saturnino, Torre, Vassallo.

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Tre partite per ogni formazione con due tempi da 10 minuti l’uno diretti da Alberto Olivieri e Jamal Kamili coadiuvati dai giudici di linea Paolo Scarpa (che adesso si è messo in testa di fare il figurante vestito da nobile del rinascimento) e Isabella Arnaù (impeccabile nella sua divisa federale).


La prima partita:

Genova 3 – Venezia 0

con mete di Della Scala, Gatti e Morasso.

Partita difficile contro avversari determinati, competenti e numerosi. In un disimpegno con calcio dai loro ventidue viene perfettamente centrata dalla palla la Sacra Orchite - esibita a disposizione del neo vincitore su un tavolinetto nei pressi del centro campo – che, staccatasi dalla base, è tristemente caduta. Atto sacrilego che le Divinità hanno deciso di punire con una (forse) troppo pesante disfatta, non ostante la guida del prestante Bontempelli e la perizia dell’inossidabile Giancarlo Pivetta. Un brutto ma innocuo fallo di reazione del Tonitruante Felo è costata la sua espulsione. Alessio Costa subentratogli non lo ha fatto rimpiangere nei pochi minuti giocati prima di infortunarsi. 

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La seconda partita:

Genova 1 – Amalfi 1

con meta di Olivieri I.

Partita molto difficile con avversari pesanti, fallosi e propensi alla baruffa. Gli appelli di Capitan Maggiolo alla concentrazione per non cadere nella melina delle dispendiose rolling maul – in cui alcuni giurano che oltre a cazzotti e ginocchiate assassine si sono viste volare Madonne e Santi – sono per lo più cadute nel vuoto. Si è scelto di andare a rubare in casa dei ladri accettando di sfidarli nel gioco da loro preferito. Il risultato di questa condotta è stato il pareggio, rimasto intrappolato in una serie malmostosa di estenuanti discussioni su ogni pallone giocato.

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La terza partita:

Genova 5 – Pisa 0

con mete di Maggiolo, Quiroga, Gatti, Gropplero I e Galiberti.


Bastavano tre mete per vincere il torneo ma complice il limitato numero dei rimpiazzi a disposizione dei pisani – che hanno giocato contemporaneamente con cinque ultra sessantenni - di mete ne sono arrivate cinque. Quod abundat non vitiat. Un caro riverente saluto, sintomo di stima ed ammirazione, per Mariano e Giancarlo Pantani per il bell’esempio che danno ogni volta che scendono in campo.

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Caduti sul Campo dell’Onore: Berlinghieri (piccolo stiramento al quadricipite della gamba sinistra); Fili che ha colpito in ruck con l’occhio sinistro un ginocchio amalfitano; Dapino (quasi trascurabile contusione alla tibia destra); Costa (piccolo stiramento al quadricipite della gamba destra); Lercari (piccolo giramento di coglioni per quattro coincidenze aeree saltate che lo hanno lasciato a bivaccare a Dusseldorf).

A bordo campo Arnulfo II, Borzone, Conti, Cirilli, Mantovani, Monaldi, Pizzagalli Rapali, Camilla, Elia, Riccardo e Tomas hanno palpitato soffiando il proprio entusiamo nelle vele genovesi. Trattenuto altrove non ha fatto mancare il suo affetto ed il suo generoso sostegno anche Chicco Municchi che speriamo di rivedere presto in mezzo a noi. Tutti costoro si sono chiesti se il motivo del color rosso delle braghe del Lupo fosse un adeguamento all’età o un improvviso cambio di campo politico. Tutti costoro hanno notato oggetti volanti non identificati in percorsi circolari sul campo e tutti, concordemente, hanno fatto voto se si ripresentasse l’occasione di abbatterli a sassate.

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Terzo tempo organizato autarchicamente dall’Archimagirus Roberto Avansino (con la sszsseta) che a capo di un manipolo di invitti discipuli ha dato ordine, regolamentando con criterio professionale la preparazione, l’impiattamento e la distribuzione dei piatti ai convenuti. La Commissione per le Onoreficenze all’unanimità ha deliberato di insignirlo del titolo di Cavaliere del Torneo. A Roberto i nostri umili ma sentiti ringraziamenti perché senza il suo intervento si sarebbe corso il serio rischio di scivolare nello svaccamento e forse nel ridicolo.


Una menzione speciale ai camalli che hanno smobilitato l’area del terzo tempo caricando il mobilio su un furgone messo a disposizione del citato Archimagirus e, dunque, scaricandolo nel loro alloggio abituale di Via Redipuglia: Isotopo, Kaiser Franz, Be Be Zop Charlie, Diomede, Santo Lucio, Ziotarzàn, Gattaka, il Sannita, Frà Corizio da Varagine, l’Assenteista.


Il prossimo anno a Venezia.

O’mero Stanco

 

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