09/02/08 - Partita tra Cavalieri PDF Print E-mail
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Genova, 9 Febbraio 2008

STADIO CARLINI

La percentuale di placcaggi riusciti in questa partita è stata pari a quella dei grassi contenuti nello yoghurt magro: molto vicina allo zero. Questo – ma non solo – giustifica

in maniera esemplare la gradinata di mète piovuta sul Carlini in una assolata ed asciutta mattina di febbraio. E però i ragazzi si sono divertiti, grazie anche alla collaborazione di una mezza dozzina di amici milanesi scesi all’ombra della Lanterna grazia ai buoni uffici dell’avvocato Galiberti. Si è trattato della prova generale alla vigilia della trasferta parigina. Considerato come sarebbe andata quella notte indimenticabile sotto la Tour Eiffel, verrebbe da considerarlo un appuntamento fisso prima di qualsiasi viaggio ovale. Non prendiatela come una passeggiata, perché in campo ci si è comunque impegnati, magari badando più ad attaccare che a difendere. Per dire quanto le cose siano andate sul serio, mi piace ricordare l’agghiacciante placcaggio di Enrico Selva, che su di un calcio d’invio ha disarticolato il povero Saracco: ridotto prima ad un burattino senza fili, trascinato fuori da braccia pietose, ma poi di nuovo orgogliosamente sul terreno grazie con ogni probabilità ad un’iniezione di Narcan. Che uomo! E che baffi!

La fedeltà dei Cavalieri alla propria maglia è fuori discussione, come dimostrano le presenze (oltre trenta) a questo match di allenamento, organizzato all’ultimo e con tanta buona volontà. Viene da commuoversi, ricordando gli squittii e i bisticci da Barbie che hanno visto protagonisti quel giorno le linee arretrate in particolare: le stesse che qualche giorno più tardi avrebbero caricato con virile baldanza i francesi del Gennevilliers. Come fece quel manipolo di poveracci, quell’Armata Brancaleone, quella banda di perdenti, a trasformarsi in una perfetta macchina da guerra? Come riuscirono a gonfiarsi di dinamite quelle braccine smunte, le gambette anchilosate, quei petti spelacchiati e quei pubi ridicoli? Ma soprattutto: chi se ne frega?

Forse il merito è tutto di Vito, maitre à penser della pizzeria Diana, che quel pomeriggio organizzò una splendida grigiata di carne. A lui va il nostro ricordo di quella polverosa giornata. A lui, e alle sue ragazze del night di Sampierdarena.

 

Dal vostro inviato Narvalo

 

 

 

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