21/03/09 - 1° Torneo Garibaldi PDF Print E-mail

Recco 21 marzo 2009

fu solo alcune notti più tardi, festeggiando in un malfamato night di Sampierdarena, che i Cavalieri di San Giorgio si resero conto dell’impresa portata a termine quell’assolato sabato di marzo. L’odore da lupa di Rebecca, una giovane brasiliana nera,

 tolse improvvisamente il respiro a quei signori appesantiti e solo apparentemente innocui. Risvegliando in loro ricordi di guerra, afrori di lotta, sapori di sangue. Dovevano essere almeno le tre. Al karaoke Vito sussurrava complice ’O surdato ‘nnammurato. Il buio sordido e appiccicoso fu all’improvviso spazzato via dall’insostenibile riverbero di una luce magica. E agli occhi di tutti apparve – miracolosa - l’immagine di Michele Cavallo, che con ferma dolcezza depositava l’ovale in mezzo ai pali. Era cominciato tutto quattro giorni prima, alle dieci e trenta di mattina. “Carlo Androne” di Recco. Prima edizione del Trofeo Garibaldi, torneo italo-francese in concomitanza con l’incontro del VI Nazioni. Organizzazione a cura dei padroni di casa, le Orche, e dei Cavalieri di San Giorgio: ma il successo organizzativo è quasi esclusivamente merito dei recchelini. I Cavalieri si sono presentati con 32 giocatori distribuiti nei tre incontri: con le Orche, appunto, e con due selezioni francesi. Vale la pena di sottolineare che a Recco c’erano comunque anche quei Cavalieri che per infortuni vari non potevano scendere in campo – Cirilli, Ghersina, Wizard, Ugolini -, a dimostrazione del legame di amicizia e solidarietà che ci lega tutti quanti. E questa è senz’altro una delle note più positive della giornata. Le altre sono arrivate dal gioco e dai risultati, anche se questi – come ben sappiamo – rappresentano davvero l’ultima cosa per il nostro gruppo. E dunque abbiamo esordito con una bella vittoria sulle Orche, che inevitabilmente si erano presentati forti e compatti, giovani, meglio organizzati nelle rimesse laterali e in genere nel gioco intorno alla mischia. Questa volta però i Cavalieri ci hanno messo un pizzico in più di attenzione, e grazie all’esempio del capitano Massimo Zucchi è stato soprattutto il pacchetto degli avanti a dare la svolta. Finalmente precisi nelle touches e determinati nei raggruppamenti a terra, con un Marubbi in splendida forma e un Gropplero determinatissimo, i Cavalieri hanno offerto un’infinità di palloni all’asse mediana Calandri-Bertirotti, che ha puntualmente trasmesso: qualche errore di troppo nei passaggi fra i tre-quarti ha però negato quelle mète che in realtà ci spettavano di diritto. Dopo un interminabile primo tempo, a fare giustizia ci ha pensato Marco Dufour nella ripresa, raccogliendo un pallone sporco uscito da una ruck: fissato l’uomo, trasmissione esemplare e Cavallo superbamente a segno. Nella seconda partita è entrata di fatto un’altra squadra, ma il gioco non ne ha risentito. Anzi. Sorpresi in partenza da una marcatura degli avversari – una mista tra francesi e veterani dell’Imperia: c’erano quelli del Riviera Rugby Club con l’amico britannico Ben Stevens, i rivieraschi con l’amico Mascheroni, Reitano ed altri -, i Cavalieri si sono rapidamente riorganizzati. Mète di Elies e Graziano Arnulfo giusto allo scadere: è stata una vittoria splendida perché sofferta e per certi versi inaspettata, pari per emozione a quella del match precedente. Il terzo incontro sembrava segnato in partenza: giovanissimi e potenti i tre-quarti del club francese ad inviti, immarcabili in teoria. Ma non in pratica. I Cavalieri hanno saputo mantenere più a lungo possibile la palla nei raggruppamenti, difendendo con attenzione quando gli altri aprivano il gioco. Ne è uscito un pareggio per zero a zero che è valso quanto e più di una vittoria. Di queste partite vale allora la pena di ricordare un eroico placcaggio di Mauro Barelli su di un’ala francese che poteva esserne tranquillamente il nipote. Alcune percussioni di Ramon Ratto. La concentrazione di Fabio Nardi, soprattutto nelle touches. L’esperienza di Pierpaolo Vignolo. Le scoreggine del solito Ciro. La prepotenza di Nasti e Remaggi. La forza di volontà di Saturnino. Lo stoicismo di micco. Ancora le scoreggine di Ciro. Ci sono stati alcuni esordi, come quello di Ciccio Casanova e di Marco Dufour – che di fatto aveva giocato solo una manciata di minuti a Parigi, un anno fa -, tanti rientri e un disponibilità da parte di tutti che è davvero di buon auspicio per il prosieguo della stagione. Unico infortuinio di rilievo quello di Giancarlo Olivieri. Gli è uscita una spalla, speriamo recuperi presto. Terzo tempo da incorniciare. Applausi soprattutto per Mauro Pizzagalli, che ha arbitrato e giocato con la classe che gli conosciamo. E grazie anche a Rebecca, per le sensazioni che ci ha regalato.

Dal vostri inviato

NARVALO

 

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